Il porto di Portoferraio, situato sulla costa settentrionale dell’isola, all’interno dell’ampia omonima baia in posizione ben protetta, è il principale approdo dell’isola d’Elba.

È composto da due parti distinte: il porto vero e proprio e la rada, il cui bacino è largo 2000 metri ed è ben protetto in situazioni di avverse condizioni meteo.

Il suo utilizzo è strettamente legato al traffico traghetti di linea con Piombino, al traffico crociere e al traffico da diporto.

La banchina Alto Fondale, che, grazie all’ubicazione in pieno contro storico, all’attiguo ampio piazzale per parcheggio dei pullman adibiti alle escursioni e alle notevoli dimensioni delle navi che vi possono attraccare, costituisce l’ormeggio preferenziale per le navi da crociera.

L’Alto Fondale, tramite una banchina di raccordo, si unisce, senza soluzioni di continuità, alla Calata Italia che si estende sino all’estremo Sud della zona portuale e dalla quale si dipartono tre pontili: Pontile G. Massimo, Pontile n. 3 e Pontile n. 1, destinati a terminal per i traghetti che collegano l’Isola con il porto di Piombino, ma ai quali, nei casi in cui l’Alto Fondale sia occupato, possono trovare adeguato ormeggio anche le navi da crociera.

Oggi Portoferraio si sviluppa su una superficie di circa 50.000 mq ed offre circa 1,5 Km di banchine con fondali che variano dai 5 ai 10 metri.

1° Rapporto sul Carbon Footprint del Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

I dati sono stati elaborati secondo le linee guida rilasciate dall’International Maritime Organization con set di strumenti denominato “Port Emissions Toolkit”, finalizzato ad armonizzare e standardizzare le metodologie di raccolta delle informazioni, di analisi e di determinazione del carbon footprint.

I traffici marittimi del porto di Portoferraio sono costituiti quasi esclusivamente da navi di categoria Passenger e Passenger/Ro-Ro. Nel periodo di riferimento sono arrivate oltre 9.800 navi, l’88% delle quali appartengono alla categoria Passenger/Ro-Ro e il restante 12 per cento alla categoria Passenger.

Il 60 per cento di tutti gli arrivi è dovuto a sole 5 navi, ognuna delle quali ha effettuato più di 1000 accosti l’anno, ossia una media di oltre 3 arrivi al giorno. Queste navi sono traghetti che congiungono il porto di Portoferraio a quello di Piombino, che compiono più viaggi durante l’arco della giornata ottimizzando al massimo i tempi di sosta.

Complessivamente i tempi di attività di tutte le navi oggetto di studio nel porto di Portoferraio sono state oltre 20.500 ore (equivalente a più di 2 anni).

La fase di sosta rappresenta oltre il 90 per cento delle ore totali (circa 18000 ore).

Anche per le navi operanti nel porto di Portoferraio la fase con durata temporale maggiore è quella di sosta.

Il tempo medio di sosta varia da circa un’ora per le navi di categoria Passenger, fino a 2 ore per le navi di categoria Passenger/Ro-Ro. Risultano molto più contenuti i tempi medi di arrivo e partenza, i quali non superano i 10 minuti per tutte le navi.

Le quantità di inquinanti principali prodotte dalle attività marittime del porto di Portoferraio nel periodo dal 1 Maggio 2018 al 2 Maggio 2019 risultano così indicate:

– CO2 con 7105 tonnellate;

– NOx con 146 tonnellate;

– SOx con 118 tonnellate;

– PM10 con 15 tonnellate;

– PM2.5 con 14 tonnellate.

Complessivamente questi inquinanti rappresentano oltre il 99 per cento in massa delle emissioni totali, ed in particolar modo l’anidride carbonica (CO2) rappresenta da sola circa il 95 per cento di tutte le emissioni.

Osservando le emissioni per tipologia di movimento portuale è possibile notare come il 56 per cento delle emissioni sono state prodotte durante la fase di sosta.

Durante la fase di arrivo si stima che siano state prodotte il 31 per cento delle emissioni, mentre durante la partenza sono state prodotte il restante 25 per cento di inquinanti.

Lo studio svolto evidenzia come la maggior parte delle emissioni delle navi avviene durante la fase di sosta all’interno dei porti.