Il porto di Piombino è un porto polifunzionale, dedicato al traffico di merci alla rinfusa, destinate ai mercati interni e internazionali ed al traffico passeggeri/commerciale con l’Isola d’Elba e la Sardegna e stagionalmente con la Corsica.

L’assetto funzionale attuale dello scalo è in gran parte condizionato dalla presenza delle grandi industrie siderurgiche che sono sorte nelle zone limitrofe al porto.

Il porto di Piombino si è sviluppato secondo le proprie vocazioni, industriale e turistico-traghettistica, acquisendo una propria peculiare specializzazione.

Nel settore delle merci il porto opera prevalentemente nel settore delle rinfuse solide e delle merci ro-ro, mentre per i passeggeri l’attività è strettamente legata ai collegamenti con le isole Elba, Sardegna e Corsica.

Il porto ha operato storicamente in presenza di forti criticità infrastrutturali che ne hanno impedito un maggiore sviluppo e nel tempo delineato una riduzione di competitività delle imprese industriali e portuali presenti.

Sono infatti ben note le storiche criticità connesse alla inadeguata accessibilità portuale (il primo accordo con il Governo per il finanziamento del prolungamento della SS 398 fino al porto risale al 2005 e non ancora attuato come i successivi), alla inadeguatezza dei fondali, degli accosti e degli spazi portuali, alle problematiche legate alle interferenze tra traffici diversi.

Fonte: Autorita’ di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

1° Rapporto sul Carbon Footprint del Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.
I dati sono stati elaborati secondo le linee guida rilasciate dall’International Maritime Organization con set di strumenti denominato “Port Emissions Toolkit”, finalizzato ad armonizzare e standardizzare le metodologie di raccolta delle informazioni, di analisi e di determinazione del carbon footprint.


I traffici marittimi del porto di Piombino si differenzianoin modo sostanziale da quelli delporto di Livorno sia per tipologia di navi, sia per numero di arrivi.Nel periodo di riferimentosono arrivate oltre 12700navi, l’85% delle quali appartengono alla categoria Passenger/Ro-Roe il 10% alla categoria Passenger.

Inoltre, per via della conformazionegeografica del porto di Piombino, i tempi di arrivo e partenza delle navi risultano inferiori rispetto a quelli di Livorno, mentre non sono presenti movimenti interni delle navi, ossia il cambio di banchina d’ormeggio durante la fase di sosta.

È interessante notare come il 54% di tutti gli arrivi è dovuto a sole 6 navi, ognuna delle quali ha effettuato più di 1000 accosti l’anno, ossia una media di oltre 3 arrivi al giorno.

Queste navi appartengono tutte alle categorie Passenger e Passenger Ro-Ro, e sono traghetti che congiungono Piombino all’isola D’Elba che compiono più viaggi durante l’arco della giornata ottimizzando al massimo i tempi di sosta.

Complessivamente i tempi di attività di tutte le navi oggetto di studio nel porto di Piombino sono state circa 41000ore (equivalente apiù di4anni).La fase di sosta rappresenta oltre il90% delle ore totali (38000 ore). 19/ 52 Anche per le navi operanti nel porto di Piombino la fase con durata temporale maggiore è quella di di sosta.

Il tempo medio di sosta varia sensibilmente a seconda della tipologia di nave, si passa da circa un’ora per le navi di categoria Passenger, fino a superare le 50 ore per le navi di categoria Container.

Risultano molto più contenuti i tempi medi di arrivo e partenza, i quali non superano i 10 minuti per tutte le categorie di navi.

Anche in questo casogli inquinanti maggiormente emessi sono stati:

•CO2con 10440 tonnellate;

•NOx con 214 tonnellate;

•SOx con 173 tonnellate;

•PM10con 22 tonnellate;

•PM2.5con 20 tonnellate.

Complessivamente questi inquinanti rappresentano oltre il 99% in massa delle emissioni totali, ed in particolar modo l’anidride carbonica rappresenta da sola circa il 95% in massa di tutte le emissioni